1. Homepage
  2. La cultura del Wurstelprater è patrimonio culturale immateriale

La cultura del Wurstelprater è patrimonio culturale immateriale

26 ott 2026

A Vienna la cultura del Wurstelprater entra dal 17 ottobre 2026 nell’Inventario nazionale del patrimonio culturale immateriale dell’Austria, proprio nell’anno in cui il Prater festeggia 260 anni. Anche d’inverno il Prater non si ferma: dal 20 novembre 2026 al 6 gennaio 2027 torna il Wintermarkt ai piedi della Ruota panoramica.

Quando la sera scende sul quartiere Leopoldstadt e le luci delle giostre si accendono una dopo l’altra, dal Wurstelprater di Vienna sale un brusio che non somiglia a nessun altro. Il richiamo di chi sta alla cassa, lo sferragliare dei vagoncini, le risate di famiglie, scolaresche e turisti che si mescolano senza distinzione. È un’atmosfera che non si compra con un biglietto unico e che nessuna direzione centrale ha mai progettato a tavolino, ed è proprio questa, oggi, a essere riconosciuta come patrimonio.

Il 17 ottobre 2026, Giornata internazionale del patrimonio culturale immateriale, la Commissione austriaca per l’UNESCO ha infatti inserito la “Wiener Wurstelpraterkultur”, la cultura del Wurstelprater viennese, nell’Inventario nazionale del patrimonio culturale immateriale. A essere premiato non è il luogo in sé, né le sue attrazioni, ma ciò che lo tiene vivo: il sapere delle famiglie di giostrai, tramandato soprattutto a voce e con la pratica, di generazione in generazione, e quell’intreccio fra gestori e visitatori che crea la proverbiale “Praterstimmung” (atmosfera del Prater). La candidatura era stata presentata dal Wiener Praterverband, l’associazione degli imprenditori del Prater fondata nel 1909.

Pratum, Pratter, Wurstelprater: da prato imperiale a luogo per tutti

Il nome tradisce le origini: nel 1162 l’area compare in un documento come “Pratum” (in latino “prato”), e nel 1403 come “Pratter”. Fu però solo il 7 aprile 1766 che l’imperatore Giuseppe II aprì a tutti i viennesi l’antica riserva di caccia imperiale. Attorno alle prime osterie e ai primi baracconi nacquero le “famiglie del Prater”, molte delle quali sono ancora lì: circa il 90 per cento delle attività appartiene a famiglie le cui radici risalgono alla seconda metà dell’Ottocento. A differenza dei grandi parchi di divertimento in mano a un unico gestore, il Prater ha sempre resistito a una direzione centralizzata ed è tuttora ad accesso libero e gratuito. Dalle semplici baracche e altalene ai teatrini dei burattini, gli Alt-Wiener Wursteltheater che hanno dato il nome al luogo, dagli imbonitori ai baracconi delle illusioni, fino alla Ruota panoramica (Riesenrad) del 1897 e alle attrazioni ad alta tecnologia di oggi, l’offerta non ha mai smesso di trasformarsi; e con essa un sapere che spazia dall’accoglienza degli ospiti alla lettura del meteo, fino alla gestione d’impresa.

È una storia che parla anche italiano. Negli anni Quaranta dell’Ottocento fu il triestino Basilio Calafati a costruire la prima giostra a forma di trenino, arricchita nel 1854 da una grande figura che, in una riproduzione, svetta ancora oggi con il nome di “Calafati” come uno dei simboli del Prater. Nel 1871, in vista dell’Esposizione Universale del 1873, il Prater venne completamente ridisegnato dall’architetto Lothar Abel: strade asfaltate, illuminazione a gas e un nuovo nome, Volksprater, ancora oggi la denominazione ufficiale. Nel 1895, poi, Vienna si regalò addirittura una piccola Venezia: con “Venedig in Wien” il direttore teatrale Gabor Steiner e l’architetto Oskar Marmorek fecero scavare canali fiancheggiati da baracconi e divertimenti. Proprio ai margini di questa laguna viennese Steiner fece costruire da Walter Basset e Harry Hitchins la Ruota panoramica, il Riesenrad, inaugurata nel 1897 in onore dei cinquant’anni di regno di Francesco Giuseppe, con 30 cabine. Doveva restare in piedi solo per qualche anno; ma già nel primo anno di esercizio i passeggeri furono oltre 200.000. Da allora l’offerta non ha mai smesso di rinnovarsi.

Chi desidera ripercorrerne la storia trova nel Pratermuseum del Wien Museum, inaugurato nel 2024 nella nuova sede accanto alla Ruota panoramica, figure di giostre e di burattini, parti di un antico trenino delle grotte e i primi apparecchi automatici; piccoli tesori che raccontano come, da 260 anni, a Vienna il divertimento sia una cosa seria, e soprattutto una storia di famiglia.

Appuntamenti d'inverno

Dal 1° novembre al 14 marzo il Wurstelprater osserva la sua pausa stagionale. L’area resta liberamente accessibile, ma solo alcune attrazioni aprono, soprattutto nelle giornate di bel tempo. Funzionano invece tutto l’anno, con orari propri, la Ruota panoramica e attrazioni al coperto come Madame Tussauds. Ed è proprio ai piedi della ruota che, dal 20 novembre 2026 al 6 gennaio 2027, il Wintermarkt am Riesenradplatz, giunto alla 17ª edizione, trasforma la piazza in un palcoscenico all’insegna del motto "The Prater rocks". Non si tratta di un classico mercatino di Natale, ma di una festa dell’inverno intero, con concerti dal vivo dal gospel al soul, la tradizionale corsa dei Perchten, un programma per San Silvestro e il Concerto di Capodanno trasmesso su maxischermo. L’ingresso è libero. Le attrazioni della piazza restano aperte, salvo quelle all’aperto in caso di maltempo.

Download immagini

© Niklas Schnaubelt

© J. Bitzinger GmbH

© Niklas Schnaubelt

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi aggiornamenti regolari direttamente nella tua casella di posta.

  • Le ultime notizie dall’Austria

  • Eventi e punti salienti della stagione

  • Novità per la programmazione, prodotti e offerte

  • Spunti interessanti e idee per articoli e contenuti editoriali